Grandi interpreti e guest star, giovani talenti già lanciatissimi, musica da camera, recital e concerti speciali. A Cortona, borgo toscano dal fascino incontaminato, con Nume Academy & Festival le eccellenze della musica classica invadono la città, dando vita a un’esperienza che oggi si presenta come una delle più originali nel panorama italiano, per pregio, glamour e progettualità.
Così il suono degli archi riecheggia nei vicoli del centro storico, tra i chiostri, il Teatro e la valle che si apre verso il Lago Trasimeno; le lingue del mondo s’incrociano e l’entusiasmo diventa palpabile tra i 13 brillanti giovani studenti di viola, violino e violoncello selezionati su oltre 350 domande, giunte anche quest’anno da tutto il mondo per Masterclass di Alta Formazione, completamente gratuite anche nell’ospitalità.
Un entusiasmo che contagia anche gli insegnati provenienti da alcune delle principali Accademie internazionali - professionisti che rendono questa esperienza ambita e prestigiosa - e le grandi star delle musica classica chiamate a tenere degli incontri speciali con gli studenti e ad esibirsi nel Festival che accompagna e completa questo incredibile evento musicale.
Il cuore di Nume Academy & Festival 2026, con la direzione di Natalie Dentini e direttore artistico Vlad Stanculeusa, promosso dall’Associazione Seraphino grazie al Comune di Cortona, a Camerata Lysy Rencontres Musicales e alla Tharice Foundation – Truus und Gerrit Van Riensdijk Stiftung, con il contributo del Ministero della Cultura e con main sponsor Estra, Mazda, Caurum, si svolge a Cortona con diverse iniziative legate al territorio fin dal 27 maggio ma con il focus degli eventi dal 17 giugno al 26 giugno.
È in questi giorni che si concentrano le lezioni di alta formazione ospitate nell’ex Convento di Sant’Agostino nel cuore storico della città (che il pubblico può seguire gratuitamente) e il nucleo centrale del cartellone: grandi interpreti internazionali e concerti cameristici di alto profilo con i musicisti alla guida della factory al Teatro Signorelli, recital dei giovani artisti di Nume Academy e programmi che, per qualità e costruzione, richiamano le grandi stagioni musicali europee.
Attorno a questo asse principale, altri appuntamenti prima e dopo il festival ne ampliano i riferimenti, estendendo il progetto al territorio e a pubblici ulteriori, con l’appendice di Nume Risonanze, un allestimento suggestivo che invade la città e l’ampio coinvolgimento delle scuole, grazie a laboratori di liuteria, spettacoli dedicati tra fiabe e musica, prove aperte dei concerti.
Nume Academy & Festival è innanzitutto la sua faculty: giovane, internazionale e già al vertice. I musicisti chiamati a guidare l’Academy appartengono a quella generazione di artisti che vive oggi il massimo livello della scena internazionale e che, proprio per questo, trasmette ai giovani interpreti una visione concreta, contemporanea e profondamente credibile del mestiere musicale.
Il nucleo centrale dell’Academy riunisce Stella Chen, violinista under 35 di profilo internazionale, docente alla Juilliard School, una delle figure più brillanti della sua generazione; Andreas Brantelid, under 40, che unisce una carriera concertistica di primo piano all’insegnamento presso la Royal Danish Academy; Vlad Stanculeasa, 42 anni, direttore artistico del progetto, concertmaster della Rotterdam Philharmonic Orchestra, solista e docente all’Università Mozarteum di Salisburgo, ed Ettore Causa, tra i violisti italiani più apprezzati al mondo, insegna alla Yale School of Music. Sono il cuore vivo del’Accademia.
Quindi Nume 2026 accoglie anche una guest faculty di assoluto rilievo: l’acclamato pianista americano e grande filologo Robert Levin, Torleif Thedéen, svedese, una delle voci più autorevoli del violoncello contemporaneo, il danese Nikolaj Znaider violinista noto per il suo virtuosismo ma anche direttore d’orchestra, considerato tra le figure più influenti della scena classica attuale e Lars Anders Tomter, spesso definito “il gigante della viola nordica” per la sua presenza scenica e la profondità interpretativa: figure che uniscono statura internazionale e profonda dedizione all’insegnamento, e star di primo piano dei concerti del Festival.
Robert David Levin, pianista, musicologo e compositore statunitense, è una figura centrale nell’interpretazione della musica classica e nella pratica filologica dell’esecuzione, noto per l’impegno nel recuperare lo spirito dell’era classica, in particolare con l’improvvisazione di cadenze e abbellimenti in stile mozartiano e beethoveniano. Straordinario come concertista sia su pianoforti moderni che su strumenti antichi (ricchissima la sua discografia) Levin si distingue anche come studioso, teorico e insegnante: ha ricostruito e completato opere incompiute di Bach e di Mozart (tra cui il Requiem e la Messa in Do minore) e le sue versioni sono pubblicate e interpretate in tutto il mondo. Dal punto di vista accademico, ha diretto tra l’altro il Dipartimento di Teoria Musicale al Curtis Institute of Music ed è stato docente alla SUNY Purchase, mentre alla Harvard University ha ricoperto per molti anni il ruolo di Professore delle Arti Umanistiche.
Anche la carriera concertistica dello svedese Torleif Thedéen – che suona un Guadagnini del 1783 – si estende da oltre trent’anni e vanta collaborazioni con alcune delle più importanti orchestre internazionali, tra cui la Royal Philharmonic Orchestra, l’Orchestra di Rotterdam, l’Orchestra della Radio Svedese, l’Orchestra di Vienna e molte altre. Thedéen è inoltre professore al Royal College of Music di Londra e all’Accademia di Musica di Oslo, ed è regolarmente invitato a tenere masterclass in tutto il mondo.
La doppia carriera, come solista e direttore d’orchestra, unita a una sensibilità musicale matura e raffinata, ha reso invece il violinista danese di origine polacco-ebraica Nikolaj Szeps-Znaider una delle grandi figure della scena musicale internazionale. Solista dalla carriera precocissima (sedicenne, vince il Primo Premio al Concorso Internazionale Carl Nielsen) ha collaborato con grandi direttori come Sir Colin Davis, Daniel Barenboim e Mstislav Rostropovič, mentre in qualità di direttore ha guidato la Chicago Symphony Orchestra, la New York Philharmonic, la Vienna Symphony, l’Oslo Philharmonic e Numerose altre prestigiose ensemble. Szeps-Znaider, sostenitore attivo delle nuove generazioni di musicisti, ha assunto il ruolo di Music Director dell’Orchestre National de Lyon a partire dalla stagione 2020–2021.
Tra gli ospiti del Festival inoltre: la straordinaria mezzosoprano Fleur Barron, affiancata nel concerto d’apertura Martina Consonni (pianista ventinovenne comasca), Vlad Stanculeasa, Charles-Antoine Archambault (violoncellista solista dell’Orchestra sinfonica di Barcellona e Nazionale della Catalogna) e Francisco López.
Quindi i giovani artisti selezionati per Nume Academy 2026 tra le oltre 350 candidature internazionali: musicisti che arrivano da alcune delle istituzioni più prestigiose del mondo: Juilliard, Curtis, Yale, Hanns Eisler di Berlino, Musik und Kunst Privatuniversität di Vienna, Conservatorium van Amsterdam e altri centri d’eccellenza della formazione musicale internazionale. Interpreti che, pur all’inizio del percorso, mostrano già statura, riconoscibilità e autorevolezza: già con premi, fellowship altamente selettive, debutti in sale importanti e partecipazioni ai programmi e ai festival in cui oggi si forma la nuova élite della classica. Cortona li riunisce in un momento decisivo della loro crescita, quando la tecnica è già altissima, ma l’identità artistica può ancora essere scolpita nel confronto con grandi maestri e in un contesto di eccezione.
Basta scorrere i nomi per comprendere il livello di questa edizione. La violinista Anais Feller del Curtis Institute, ha già conquistato il Grand Prize all’ Hong Kong Generation Next Arts Competition 2025; Bohdan Luts ha vinto il Carl Nielsen International Competition e il Long-Thibaud International Violin Competition; Kento Hong, nel percorso Columbia-Juilliard, è stato selezionato come artista di punta della Juilliard Celebration 2026; la violista Alessandra Yang ha ottenuto il Chamber Music Award al Concours de Genève 2025; il violista Andy Park è stato premiato alla Primrose International Viola Competition; tra i violoncellisti figurano profili come Camden Archambeau, finalista al Juilliard Cello Concerto Competition, Isaac Lottman, premiato al Lions Europe Competition di Dublino, e Yireh Choi, Kovner Fellow alla Juilliard.
IL PROGRAMMA
Il 17 giugno, si apre il nucleo centrale del festival con “Fleur à ses Amis”, una serata costruita attorno alla voce e alla presenza di Fleur Barron, affiancata da Martina Consonni, Vlad Stanculeasa, Charles-Antoine Archambault e Francisco López. Il programma attraversa il cuore della musica francese tra Debussy, Fauré, Ravel e Caplet, e si presenta come un ritratto musicale condiviso, di grande raffinatezza timbrica e forte identità artistica.
Il 20 giugno, al Museo Diocesano, il concerto-conferenza “I Segreti della Liuteria” accompagna il pubblico in un viaggio tra costruzione dello strumento, sapere artigiano e musica dal vivo. Con Bade Dastan al violino, giovane artista della Nume Academy e Matteo Fantoni come relatore, l’incontro restituisce alla musica anche la sua dimensione materiale: il legno, la mano, la bottega, la nascita della voce sonora.
Il 21 giugno uno degli appuntamenti più emblematici dell’intera edizione: “Legends: A Stradivari Night with Robert Levin”. Accanto a Robert Levin, Stella Chen, Vlad Stanculeasa e Andreas Brantelid suonano tre inestimabili opere d’arte del leggendario liutaio Antonio Stradivari: il “General Kyd” del 1720, l’“ex Jules Garçin” del 1731 e il “Boni-Hegar” del 1707. È una serata che unisce prestigio internazionale, rarità assoluta e altissima concentrazione interpretativa.
Il 22 giugno arriva un altro vertice del cartellone con “Nikolaj Szeps-Znaider: To My Friends”. Sul palco si ritrovano Enrico Pace, Nikolaj Szeps-Znaider, Stella Chen, Ettore Causa e Torleif Thedéen, in una serata che mette al centro il valore dell’amicizia nella musica da camera attraverso il Trio “Arciduca” di Beethoven e il Quintetto op. 34 di Brahms. È uno di quegli incontri che bastano, da soli, a dare la misura internazionale di un festival.
Il 23 giugno e il 24 giugno, arrivano le due serate di Next Gen — Il Futuro della Classica, dedicate ai giovani artisti di Nume Academy. Nella prima serata sono annunciati James Birch, Bohdan Luts, Bade Dastan, Nicolas Perkins, Andy Park e Isaac Lottman; nella seconda Anaïs Feller, Michael Lewin, Kento Hong, Julia Smit, Alessandra Yang e Yireh Choi. Il programma verrà comunicato a ridosso degli eventi, ma il senso è già limpido: offrire al pubblico l’incontro diretto con interpreti che appartengono già, per qualità del presente, alla geografia internazionale della nuova classica.
Quindi i concerti in cui giovani interpreti e grandi artisti si incontrano dentro paesaggi musicale di forte tensione interiore.
Il 25 giugno, al Teatro Signorelli, arriva “Tramonti”, un concerto costruito attorno al tema del congedo. Da una parte il Quartetto op. 27 di Edvard Grieg, affidato a Bohdan Luts, James Birch, Nicolas Perkins e Andreas Brantelid; dall’altra il Quintetto op. 111 di Johannes Brahms, con Vlad Stanculeasa, Bade Dastan, Andy Park, Lars Anders Tomter e Isaac Lottman.
Il 26 giugno il festival si chiude con “Nostalgia”, che mette in dialogo due capolavori segnati dalla perdita e dalla distanza: il Quartetto op. 80 di Felix Mendelssohn, scritto dopo la morte della sorella Fanny, e il Quintetto “Americano” di Antonín Dvořák, attraversato dalla nostalgia della patria lontana. Sul palco, Stella Chen, Anaïs Feller, Alessandra Yang e Camden Archambeau per Mendelssohn; Michael Lewin, Kento Hong, Ettore Causa, Julia Smit e Yireh Choi per Dvořák.
È una chiusura di forte intensità emotiva, quasi un addensarsi finale del racconto musicale di Nume.
“Nume RISONANZE” CON IL DUO TAMBURINI-BEVILACQUA E IL VIOLINISTA E VISIONARIO ARRANGIATORE ROBERTS BALANAS
Il progetto, si estende infine oltre il suo nucleo centrale, grazie al collaterale di “Nume Risonanze” con un’anticipazione il 4 giugno a Cortona presso la Chiesa di San Domenico, ove si esibirà lo strepitoso Duo Tamburini-Bevilacqua e con una travolgente appendice il 10 luglio dove Roberts Balanas, porta Nume verso un’altra energia performativa.
La violinista Clarissa Bevilacqua dalle folgoranti capacità tecniche, da enfant prodige (all'età di nove anni ha debuttato al Pritzker Pavilion di Chicago davanti a diecimila persone) e avida studiosa, ha bruciato le tappe di una carriere luminosa con uno sguardo al repertorio classico (appassionata di violini antichi) ma anche ai compositori contemporanei. Un’attenzione che l’avvicina al talentuoso violoncellista Francesco Tamburini, anch’egli vincitore di Numerosi concorsi internazionali, protagonista di importanti concerti sui palcoscenici internazionali e dal 2022 nella Camerata Salzburg come Guest Player (Internship/Praktikum). I due musicisti proporranno un repertorio di grandi autori del Novecento: Reinhold Glière, Eugène Ysaÿe, Maurice Ravel, Johan Halvorsen e Iannis Xenakis.
Virtuoso del violino e arrangiatore visionario, il lettone Roberts Balanas costruisce un’esperienza che attraversa classica, jazz e improvvisazione, aprendo il progetto a un pubblico più trasversale senza smarrirne l’ambizione artistica. È forse proprio qui che Nume rivela fino in fondo la sua identità: nella capacità di tenere insieme un festival centrale di altissimo profilo e una costellazione di altri appuntamenti che ne ampliano il significato. Non una semplice sequenza di concerti, ma un progetto musicale riconoscibile, coerente e vivo che continua a crescere e che ha trovato a Cortona il luogo del cuore e la sua dimensione ideale.
I Numeri di questa manifestazione nel suo complesso (nata nel 2018 sul Lago Maggiore e dal 2022 a Cortona, dove ha trovato la sua sede ideale) parlano da soli: 1986 candidature ricevute per accedere a Nume Academy, 133 studenti selezionati in tutto il mondo e ammessi alle masterclass totalmente gratuite, 120 artisti ospiti internazionali, 85 concerti 7.000 spettatori più di 100 soggetti coinvolti tra partners, fondazioni e mecenati, 25 scuole e conservatori del territorio coinvolti, 10 laboratori di liuteria nelle scuole elementari, 4 concerti per le scuole, 800 giovanissimi studenti delle scuole locali che hanno assistito alle masterclass o alle prove aperte
È in questa traiettoria che si inserisce anche la visione di lungo periodo del progetto: fare di Cortona un luogo sempre più riconoscibile come residenza artistica permanente e centro di riferimento per gli archi, capace di attrarre giovani musicisti dall’Italia e dall’estero e di dare continuità, nel tempo, a un’esperienza che oggi si presenta già come una delle più originali nel panorama italiano. I materiali di progetto indicano infatti come missione la creazione a Cortona di un’accademia stabile di musica classica, attiva durante tutto l’anno, come centro formativo di alto perfezionamento per giovani strumentisti.
Una perla rara nell’ambito dei progetti musicali e delle proposte estiva con la passione dei grandi interpreti internazionali, la luce di stelle che si stanno per accendere nel firmamento e la poesia di un paesaggio unico e di un tessuto urbano intriso di arte e storia.
DICHIARAZIONI
Il sindaco del Comune di Cortona Luciano Meoni: «Cortona, con la sua millenaria bellezza e la sua vocazione culturale, si prepara ad accogliere ancora una volta un evento di altissimo livello internazionale: la seconda edizione di Nume Academy & Festival 2026. Fino al 10 luglio, e con il cuore pulsante del Festival tra il 17 e il 26 giugno, il nostro borgo diventerà un palcoscenico vivo di musica classica dove grandi interpreti e nuove generazioni si incontrano in un dialogo artistico di eccellenza. Nume non è solo un festival: è un progetto di altissima formazione e di condivisione che porta a Cortona alcuni dei nomi più prestigiosi della scena musicale mondiale accanto a giovani talenti già pronti a lasciare il segno. Invito tutti i cittadini, gli amanti della musica e i visitatori a partecipare Numerosi: a Cortona, nel giugno 2026, la musica classica tornerà a suonare con tutta la sua forza emozionante e rigenerante».
L’assessore alla Cultura del Comune di Cortona Francesco Attesti: «Ci sono momenti in cui Cortona trattiene il fiato. E poi respira, tutta insieme, al ritmo della musica. Quel momento è Nume. Nume Festival non è solo un calendario di concerti: è la notte che si accende di suoni, è la pietra etrusca che vibra, è lo sguardo di un ragazzo che scopre per la prima volta che l’arte può essere sua, qui, adesso. Per qualche giorno le nostre piazze smettono di essere cartolina e diventano casa viva, comunità, futuro. Come Assessorato alla Cultura non finanziamo solo un festival. Custodiamo un’emozione. Difendiamo il diritto di Cortona a stupirsi, a sperimentare, a non avere paura del nuovo. Grazie a chi crea Nume con mani, testa e cuore. Grazie ai volontari, agli artisti che ci scelgono, ai cittadini. Viviamolo non da spettatori, ma da protagonisti. Lasciamo che Nume ci attraversi, ci cambi un po’, ci ricordi che la cultura è l’unico miracolo che possiamo fare accadere noi. Cortona ha duemila anni di storia. Con Nume, ha anche un battito che guarda al domani».
Dichiarazione di Estra per comunicazione Nume Academy & Festival 2026: «Estra sostiene le eccellenze dei territori nei quali opera. Nume Academy & Festival è certamente una di queste. Per la qualità dell'evento e per la scelta, da parte degli organizzatori, di essere anche un appuntamento formativo. Il tutto in una dimensione internazionale che rende Cortona una delle capitali della musica classica».
INFORMAZIONI
www.numefestival.it / +39 375 146 3319 / info@numefestival.it
INFO, PRENOTAZIONI E BIGLIETTI
Online: www.numefestival /
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