Prosegue la rassegna di eventi abbinati alla mostra «Gino Severini, modernità come dialogo». Domenica 18 ottobre alle 16,30 al Maec si terrà la conferenza di Pierangelo Mazzeschi (in alto nella foto di repertorio) «Gino Severini e il sacro: arte e vita». Nella lunga vita dell’artista cortonese caratterizzata da importanti avvenimenti culturali e personali tra Cortona, Roma, Parigi e la Svizzera romanda e da una ricchissima produzione di opere che hanno attraversato significativamente momenti fondamentali dell’arte europea e mondiale di fine Ottocento e Novecento, (Divisionismo, Futurismo, Cubismo e Classicismo) una posizione importante e non sempre troppo considerata è sicuramente quella che riguarda la sua copiosa produzione di “arte sacra” a partire soprattutto dal 1923, anno del suo fondamentale incontro con il filosofo francese Jacques Maritain e il conseguente ritorno alla fede cattolica.
«Questo avvenimento - spiega il professor Mazzeschi - rappresenta per la vita e l’arte di Severini, pur dentro molteplici prove, una sorta di compimento e approdo verso un “porto sicuro”, che da lì in poi troverà in lui un “pioniere coraggioso” del XX secolo, nel portare avanti i temi del sacro nell’arte, così controcorrente e poco confacenti alla cultura dell’epoca. Egli dal 1924 fino al 1947 e successivamente, anche se a fasi alterne, non cesserà mai di occuparsi del tema del sacro, fino alla realizzazione dell’ultima sua opera del 1961, il “San Marco” di Cortona».

Di quanto detto vi è ampia documentazione nella realizzazione dell’imponente opera decorativa eseguita con le tecniche dell’affresco e del mosaico che interessa ben sei chiese (Samsales, 1924; La Roche, 1927; Tavannes, 1931; Friburgo, 1933; Losanna, 1933; Sion, 1947) della Svizzera romanda; la Via Crucis di Cortona, (1944-46) la Via Crucis eseguita per la chiesa di Saint-Pierre a Friburgo, (1957) e il San Marco di Cortona (1961).
«Si può così affermare - prosegue Pierangelo Mazzeschi - che tutta la poetica che guiderà il suo lavoro/percorso all’interno dell’arte sacra è sicuramente ben descritta da quelle parole che lo stesso Gino Severini ebbe a dire dopo aver letto l’opera di J. Maritain “Art et Scolastique” regalatagli dallo stesso nel 1923, dicendogli: “Vi getterete un’occhiata quando ne avrete tempo”: “La definizione che, con gli scolastici, Maritain dava della ‘bellezza’ era la più bella e la più vera che l’artista moderno potesse accettare: “Splendore della forma sulle parti proporzionate della materia”».
L’incontro di domenica 18 ottobre si terrà nella sala del Mezzanino di palazzo Casali, è organizzato in collaborazione alle parrocchie cortonese, ingresso libero fino ad esaurimento posti.