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Origine
di questa valle è il torrente Esse che, prima di
essere incanalato dall’uomo all’interno di
argini, scorreva libero disegnando ampie anse. L’azione
di erosione e deposito compiuta dal torrente nel corso
dei millenni fece assumere alla valle la forma di una
grande esse, come è facile apprezzare osservando
la valle dall’alto del crinale Tiravento. Il paesaggio
è caratterizzato, nel versante più basso,
dalla fascia della roverella. A quote più elevate
è presente la fascia del cerro e del carpino nero
mentre, più in alto, prevalgono gli arbusteti.
Attorno ai torrenti numerose sono le specie igrofile.
Ricca di edifici storico artistici, la Val d’Esse
annovera annovera importanti chiese; fra le altre ricordiamo
la Chiesa della Madonna del Conforto alle Contesse, la
chiesa di S. Marco in Villa, la chiesa di S. Biagio a
Salcotto, la chiesa di S. Pietro, S. Bartolomeo e S. Biagio
a Pergo, la chiesa dei SS. Filippo e Giacomo a Valecchie,
la Chiesa di S. Cristoforo e S. Biagio all’Ossaia,
la Chiesa di S. Maria a Sepoltaglia, la Chiesa di S. Giovanni
Evangelista a Montalla, la Chiesa di Piazzano, la Chiesa
di S. Giovanni Battista a Montanare. Particolare menzione
meritano la Chiesa della Madonna del Bagno a Pergo e la
Chiesa di S. Michele Arcangelo a Metelliano. La prima
prende questo nome perché sorge in un sito dove,
in età romana, erano presenti probabilmente bagni
di acque sulfuree, calde e medicamentose per il male agli
occhi e per la rogna, secondo altre versioni con proprietà
galattofore. La seconda di impostazione romanica, a tre
navate, presenta elementi bizantini nelle colonne, nei
capitelli a piramide tronca, nelle colonnette della facciata,
forse opera dell’architetto aretino Maginardo.
Percorrendo il torrente Esse dalle sorgenti alla valle,
si possono notare numerosi mulini ad acqua attivi fino
all’inizio del XX secolo e finalizzati alla macinazione
di cereali, farro e castagne.
La Val d’Esse è anche luogo di residenze
patrizie legate a personaggi che hanno spesso giocato
un ruolo di rilievo nella storia di Cortona. Dalla villa
di età rinascimentale comunemente nota come il
Palazzone o Palazzo Passerini, il cui progetto di costruzione
fu commssionato dal cardinale Silvio Passerini, alla villa
Tommasi Aliotti, Villa Passerini, Villa Umberto Morra
di Laviano.
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